Il “rimborso spese”: un tasto dolente…

Questa settimana ci occupiamo di uno dei tasti più dolenti per i calciatori dilettanti ovvero il compenso pattuito quale “rimborso spese”. Infatti, sovente accade che nelle categorie minori i giocatori percepiscano un compenso periodico corrisposto sotto forma di “rimborso spese” e per importi di consistenza minima. E’ prassi comune che tale retribuzione, proprio in relazione 

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avvocato-nel-palloneQuesta settimana ci occupiamo di uno dei tasti più dolenti per i calciatori dilettanti ovvero il compenso pattuito quale “rimborso spese”. Infatti, sovente accade che nelle categorie minori i giocatori percepiscano un compenso periodico corrisposto sotto forma di “rimborso spese” e per importi di consistenza minima. E’ prassi comune che tale retribuzione, proprio in relazione al fatto che si tratta di categorie dilettantistiche, non è sancita mediante un accordo scritto tra l’atleta e la società bensì trova fondamento solo attraverso un accordo verbale il quale, dal punto di vista giuridico, non ha alcuna valenza e serve ad eludere le scritturazioni contabili e le relative conseguenze fiscali.

L’ “ESCAMOTAGE” DEL RIMBORSO SPESE – Preliminarmente, però, dobbiamo far notare che le norme federali non prevedono la possibilità, a livello dilettantistico, per il calciatore ed il club di stipulare un accordo economico (art. 94 NOIF e art. 39 Regolamento Lega Nazionale Dilettanti) questo in ragione del fatto che l’atleta non può effettuare attività lavorativa subordinata o dipendente per alcuna società sportiva. Ma, secondo consolidata giurisprudenza della Corte di Giustizia Federale, è possibile per il giocatore stipulare un accordo economico con il sodalizio calcistico quale “rimborso spese, compenso ed indennità” purchè sia inferiore alla soglia di 7500 euro (che, peraltro, rientrano nei limiti fiscali non tassabili). Il problema principale, però, nasce nel caso frequente in cui le società, soprattutto nell’ultima parte della stagione calcistica, non provvedono più a pagare al calciatore le retribuzioni periodiche come accordate ed il medesimo atleta, sprovvisto di un accordo scritto, non ha la possibilità di far valere le proprie ragioni in giudizio in quanto basate solo su un accordo verbale.

NECESSARIO UN ACCORDO SCRITTO – Quindi, in conclusione, il consiglio che si vuole dare ai calciatori affinché non incorrano in problematiche di questo genere è di farsi rilasciare dalla società calcistica un accordo scritto, sottoscritto da ambedue le parti, il quale avrà valore giuridico e garantirà all’atleta l’esistenza di un rapporto con il club di appartenenza. L’accordo proverà effettivamente che la prestazione sportiva dell’atleta dilettante nei confronti della società si presume onerosa circa il rimborso delle spese effettuate dallo stesso ed anche le necessarie formulazioni usate dalle parti per definire la retribuzione (rimborso spese, indennità e compenso) derivano appunto dalla natura dilettantistica dell’attività sportiva. Fondamentale, appunto, è usare una terminologia che faccia capire che non si tratta di attività o prestazione lavorativa da parte del giocatore. In merito a tali considerazioni, l’eventuale giudizio instaurato per il recupero del credito da parte del calciatore, fondato su un accordo scritto con la società, può e deve essere svolto davanti alla giustizia ordinaria fermo restando il rispetto della clausola compromissoria.

LA CASISTICA – Inoltre, ci sono decisioni dei massimi organi della Giustizia Sportiva che, anche nel caso di infortunio del giocatore (ad esempio all’inizio della stagione sportiva), la società è tenuta a corrispondere la piena retribuzione al calciatore anche e soprattutto nel periodo in cui è infortunato o sta svolgendo la rieducazione (Collegio Arbitrale 23 settembre 1994). I calciatori, anche se dilettanti, non devono avere paura di chiedere e di far valere le loro ragioni nei confronti delle società. Quindi, possono veder tutelati i loro diritti ma, come nel caso di specie, hanno indispensabilmente bisogno dell’assistenza di un legale per non incorrere in sanzioni o squalifiche.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

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