Un campionato dalle panchine bollenti

Il girone “N” di Seconda categoria sta collezionando un curioso e forse poco invidiabile primato: quello del numero delle panchine saltate dall’inizio dell’anno. Sono stati ben quattro sinora i cambi di panchina in sole sei giornate disputate. Cifre che farebbero impallidire anche il mangia-allenatori per eccellenza, il presidente del Palermo Maurizio Zamparini. Modalità e tempi 

Leggi tutto

paolazziIl girone “N” di Seconda categoria sta collezionando un curioso e forse poco invidiabile primato: quello del numero delle panchine saltate dall’inizio dell’anno. Sono stati ben quattro sinora i cambi di panchina in sole sei giornate disputate. Cifre che farebbero impallidire anche il mangia-allenatori per eccellenza, il presidente del Palermo Maurizio Zamparini. Modalità e tempi sono stati comunque diversi, in ciascuno dei quattro casi: andiamoli ad analizzare uno per uno, partendo dal primo esempio, forse quello più clamoroso. Stiamo parlando dell’esonero di Mimmo Polselli dalla panchina dal Sonnino, una settimana prima dell’inizio del campionato.

L’INGOMBRANTE OMBRA DI CESARE BARONI – Estate rovente quella di Sonnino: prima la fusione tra il Real e la Polisportiva, poi i massicci investimenti in sede di mercato per allestire una rosa in grado di vincere il campionato. A guidarla è stato chiamato Mimmo Polselli, anche per l’amicizia che lo legava al presidente Iannotta. cesare-baroniIl resto della dirigenza forse aveva altri piani, confermati dall’ingaggio di una figura come Cesare Baroni in qualità di direttore tecnico. Una mossa che probabilmente aveva lo scopo di mettere sotto pressione Polselli, per poi sostituirlo con l’ex allenatore della Setina alla prima occasione utile. Il momento è arrivato prima dell’inizio del campionato, quando la dirigenza ha trovato il modo di lamentarsi per lo scarso utilizzo, da parte di Polselli, dei giocatori nativi del posto. Strano perchè per vincere il campionato erano stati ingaggiati tanti giocatori al di fuori di Sonnino, nella consapevolezza che il “materiale del posto” non bastasse per ambire a certi traguardi. In ogni modo, via Polselli e dentro Cesare Baroni per un Sonnino che comunque si sta confermando ad ottimi livelli in questo avvio di campionato.

LE DIMISSIONI DI POPOLLA – E’ l’unico caso tra i quattro nel quale non si può parlare di esonero. Il tecnico dello Sporting Terracina, Massimo Popolla, ha deciso infatti di rassegnare le proprie dimissioni per motivi esclusivamente personali, dopo la prima giornata di campionato. massimo_caringi_presidente_sporting_terracinaCerto, il pesante 1-6 rimediato a Sonnino avrà avuto la sua parte in questa faccenda, ma la dirigenza terracinese avrebbe tranquillamente continuato la stagione con lui e quindi non c’è motivo di non credere alle parole di Popolla. Lo Sporting, spiazzato, ha deciso di puntare su una soluzione interna, rappresentata dal diesse Stefanelli: finora un solo punto per lui in cinque partite ma la rosa dello Sporting non permette certamente chissà quali voli pindarici.

VODICE, UN ESONERO ECCELLENTE – Il terzo della lista è mister Puzella, esonerato dalla panchina dell’Aurora Vodice dopo la quarta giornata. Una decisione che ha fatto scalpore per diversi motivi, in primis per il fatto che Puzella era stato l’allenatore della promozione del Vodice lo scorso anno. Fatale è stata la sconfitta di Lenola (4-2): un ko che però ci poteva stare, considerata la forza della formazione rossoverde. Il Vodice aveva riposato alla prima giornata per poi perdere a Faiti e vincere in casa col Vallemarina: un ruolino di marcia del tutto normale per una neo-promossa. L’esonero però in questo caso si spiega con il nome del successore: Vinciguerra. I nuovi arrivati in casa Vodice (tutti ex Montenero) forse hanno spinto per ricongiungersi con quello che era stato il loro allenatore fino allo scorso anno.

L’ULTIMO DELLA LISTA – Il caso più recente (si parla della scorsa domenica) è quello riguardante l’esonero di Franco Paolazzi dalla panchina del Sabaudia. Certo, la sconfitta casalinga con l’Amatoriale Bassiano non è stata facile da digerire, ma anche in questo caso non si può non parlare di decisione affrettata. I gialloblu sono adagiati comodamente a metà classifica, una posizione che rappresenta in pieno il valore della rosa, messa insieme tra l’altro a pochi giorni dalla fine del mercato. Al posto di Paolazzi è arrivato Straforini. Vedremo se cambierà qualcosa: intanto il pareggio di Sperlonga ha confermato i dubbi sulle reali potenzialità della rosa del Sabaudia.

AVANTI IL PROSSIMO – Queste le storie dei quattro esoneri avvenuti nel girone “N” sinora. In un campionato così rovente ora c’è da chiedersi solamente: chi sarà il prossimo?

Davide Di Cesare

Lascia un commento