Velletri non ci sta: “Assurda la mia squalifica”

Non c’è dubbio che alla vigilia le premesse erano ben altre. La Pro Calcio Fondi si è presentata ai blocchi di partenza della stagione con l’intenzione di disputare un campionato di medio-alta classifica, ma finora i risultati raccolti sono stati al di sotto delle aspettative. Certo, l’affollamento che si registra ogni settimana nell’infermeria biancoblu rappresenta 

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luca-velletri-pro-calcioNon c’è dubbio che alla vigilia le premesse erano ben altre. La Pro Calcio Fondi si è presentata ai blocchi di partenza della stagione con l’intenzione di disputare un campionato di medio-alta classifica, ma finora i risultati raccolti sono stati al di sotto delle aspettative. Certo, l’affollamento che si registra ogni settimana nell’infermeria biancoblu rappresenta un’attenuante più che valida, visto e considerato che non sarebbe facile per nessuno sostituire gente del calibro di Iannitti, Di Biasio, Senneca, Enrico Parisi o Caiazzo (solo per citarne alcuni) oppure schierare continuamente giocatori fuori ruolo per sopperire all’emergenza. Sarà per questi motivi, dunque, che a lasciare l’amaro in bocca a mister Velletri non sono stati tanto i risultati altalenanti di questo periodo ma quanto le squalifiche in rapida successione che gli sono state inflitte.

LO SFOGO DEL TECNICO FONDANO – Tra tutte, l’ultima ha assolutamente dell’incredibile stando alle parole dell’allenatore: “Nelle ultime due gare ho dovuto seguire la squadra dalla tribuna perché al termine della match di Sezze uno dei due assistenti ha messo a referto che io avrei offeso la terna arbitrale, peraltro senza specificare come e quando. In realtà, dopo il fischio finale io sono rimasto in prossimità della mia panchina per complimentarmi con Soscia e Auricchio, senza aver alcun contatto ne con l’arbitro ne con gli assistenti. Siccome insieme a me sono stati squalificati anche il massaggiatore e il dirigente accompagnatore, ritengo proprio che il collaboratore dell’arbitro abbia commesso un sbaglio, oppure ben più grave, abbia dichiarato il falso. Alla luce dei fatti, quindi, intendo chiedere l’autorizzazione alla FIGC a procedere in via legale contro l’assistente che ha dichiarato queste falsità. Ovviamente, se costui ammetterà il proprio errore sono anche disposto a soprassedere, altrimenti andrò fino in fondo. Le mie non sono parole pronunciate a caldo, ma ponderate e dette a distanza di venti giorni dall’accaduto: è un atto dovuto che vale la mia dignità, visto che in questi venticinque anni da allenatore non ho mai offeso nessuno”.

Simone D’Arpino

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