Podgora, le verità di Magrin

Daniele Magrin non è più l’allenatore del Borgo Podgora 1950. Il sodalizio gialloblu, infatti, ha deciso di accettare le dimissioni presentate dal tecnico al termine della gara persa contro il Montello. Quella rimediata contro l’undici di Gianluca Campo è stata la seconda sconfitta interna consecutiva per i borghigiani, dopo quella del 18 ottobre con l’R11 

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MagrinaDaniele Magrin non è più l’allenatore del Borgo Podgora 1950. Il sodalizio gialloblu, infatti, ha deciso di accettare le dimissioni presentate dal tecnico al termine della gara persa contro il Montello. Quella rimediata contro l’undici di Gianluca Campo è stata la seconda sconfitta interna consecutiva per i borghigiani, dopo quella del 18 ottobre con l’R11 Latina.

SERVIVA UNA SCOSSA – …A darla è stato proprio mister Magrin (Foto: Biniero), il quale ha deciso di spiegare i motivi di una scelta che, stando alle sue parole, era inevitabile vista la scarsa fiducia che avvertiva nei suoi confronti: “Anche durante le prime due settimane di campionato in cui avevamo ottenuto altrettante vittorie, il clima che si respirava non era certo quello tipico di una squadra prima in classifica a punteggio pieno – ha esordito lo stesso Magrin – So per certo che già all’indomani della magrinsconfitta con l’R11 Latina, la società aveva contattato Michele Iannicola per la mia sostituzione e lo stesso presidente, come se non bastasse, al termine di quella partita mi ha mancato di rispetto davanti a tutta la squadra nello spogliatoio. Dopo quell’episodio avevo già pensato all’ipotesi di rassegnare le dimissioni, ma ero tornato sui miei passi perché convinto dalla vicinanza mostratami dai ragazzi. Ma è inutile negare che ormai gli ingranaggi si erano inceppati. Quindi, sia il match di Borgo Hermada sia quello di domenica scorsa con il Montello sono stati preparati in maniera tutt’altro che serena”.

EPPURE… – Sono davvero deluso dal comportamento della società – ha concluso il tecnico – perché era chiaro che la gestione Magrin non andava più a genio a nessuno dopo il primo passo falso: in altre parole hanno fatto di tutto affinché io presentassi le dimissioni. E dire che la stagione era partita all’insegna della fiducia reciproca: per rendersene conto è sufficiente sapere che io non ho firmato nessun contratto perché credevo nella valenza della stretta di mano che ci siamo scambiati con il presidente all’inizio dell’anno. Ora, invece, mi ritrovo senza squadra a causa della poca serietà di queste persone che hanno dimenticato in fretta la promessa fatta durante lo scorso campionato di portare avanti un progetto a lungo termine”.

Simone D’Arpino

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