Quando un calciatore viene messo fuori rosa…

Questa settimana l’argomento che sarà analizzato riguarda la “messa fuori rosa” dei calciatori nel periodo in cui non è previsto il trasferimento, da parte delle società che militano nei campionati al di sotto della serie D. Proprio ieri è stato diramato un comunicato da parte del Pomezia Calcio con il quale sono stati tagliati ben 

Leggi tutto

avvocato-nel-palloneQuesta settimana l’argomento che sarà analizzato riguarda la “messa fuori rosa” dei calciatori nel periodo in cui non è previsto il trasferimento, da parte delle società che militano nei campionati al di sotto della serie D. Proprio ieri è stato diramato un comunicato da parte del Pomezia Calcio con il quale sono stati tagliati ben quattro elementi della propria rosa. Attualmente, manca meno di un mese alla riapertura delle liste di trasferimento ma, se questo fosse avvenuto a gennaio, gli atleti avrebbero perso ben 5 mesi, che sommati ai mesi estivi, avrebbero determinato una sosta “forzata” di 8 mesi. Sapete quanti danni e violazioni dei diritti dei giocatori comporta questo provvedimento da parte delle società?

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE – La Corte Suprema di Cassazione con sentenza n. 8438 del 2005 ha affermato che tali condotte comportano, successivamente alla “messa fuori rosa” del calciatore, una forma di disagio psicologico e fisico con conseguente danno rilevante per l’ordinamento giuridico su un diritto del giocatore rientrante nella nozione di danno biologico ed esistenziale ovvero quello dell’integrità psicofisica e della perdita di “changes” futura in quanto il medesimo atleta non ha la possibilità di dimostrare le proprie qualità sportive sul campo. Inoltre, una pluralità di lodi emessi dal Collegio Arbitrale presso la Lega Nazionale Dilettanti hanno affermato il principio che: “…l’unica ipotesi in cui la società è legittimata a proporre la sospensione temporanea del calciatore è quella avente carattere squisitamente sanzionatorio e ciò costituisce indiretta conferma del fatto che l’estromissione dalla rosa della prima squadra non può mai trovare giuridico fondamento in scelte di natura tecnica…”.

LA “MESSA FUORI ROSA” DEL CALCIATORE DILETTANTE – E’ stato affermato, peraltro, che nelle categorie dilettantistiche i calciatori dovrebbero svolgere attività sportiva esclusivamente per fini di puro divertimento e passione e, come spesso evidenziato da più fonti, alla base del rapporto dilettantistico tra giocatore e società l’elemento fondamentale non è quello economico bensì l’attività fisica e sportiva. Quindi, l’atteggiamento tenuto dalla società che mette “fuori rosa” un calciatore non è conforme a quello che è lo scopo – fine del tesseramento che è ratificato da entrambe le parti tramite la sottoscrizione della lista di tesseramento poi depositata dalla società presso la FIGC. Tale lista rappresenta una “forma di contratto” che le parti stipulano e manifesta la nascita del rapporto che lega il calciatore alla società in primis e poi alla Federazione di appartenenza, nonché il mezzo per lo svolgimento dell’attività sportiva.

VIOLATI I PRINCIPI CARDINE DELLO SPORT DILETTANTISTICO – Quindi, tale condotta viola una pluralità di norme e, soprattutto, quelli che sono i principi cardine dello sport dilettantistico quali la lealtà e la correttezza che dovrebbero caratterizzare i rapporti tra atleti e società riconosciuti dall’art. 1 comma 1 del codice di giustizia sportiva. A questo si aggiunge la violazione dell’art. 2 della Cost., in quanto si può considerare la pratica sportiva dilettantistica quale rientrante nei diritti inviolabili dell’uomo e ciò comporta la lesione del diritto di praticare liberamente ed incondizionatamente l’attività sportiva sulla base dell’art. 1 L. 91/1981 che afferma che: “…l’esercizio dell’attività sportiva, sia essa in forma professionistica o dilettantistica, deve essere libera e deve essere garantita dalla società di appartenenza…”. Inoltre, è violato l’art. 3 della Cost., in relazione al diritto del calciatore di vedersi riconosciuta una uguaglianza sostanziale nell’esercizio della attività sportiva da parte della società di appartenenza, correlato anche all’art. 16 d.lg. n. 242 del 1999 secondo il quale deve essere garantito al giocatore la partecipazione all’attività sportiva secondo le norme dello statuto ed i regolamenti della federazione di appartenenza.

ULTERIORI VIOLAZIONI – Altre violazioni sono quelle che riguardano i punti del Protocollo di intesa firmato in data 21.10.2004 tra AIC e LND:
punto n. 3: “…le società si impegnano a far partecipare tutti i calciatori all’attività agonistica, di addestramento e di allenamento, nonché a curarne la migliore efficienza, fornendo loro attrezzature idonee alla preparazione tecnico/atletica e mettendo a disposizione ambienti quanto più possibile idonei…”;
punto n. 6: “…le società sono tenute ad assicurare a ciascun calciatore lo svolgimento dell’attività sportiva nei limiti ed i criteri previsti dalle norme federali per la categoria di appartenenza, in conformità al tipo di rapporto instaurato con il medesimo…”;
punto n. 7: “…le società ed i calciatori si impegnano a rispettare gli obblighi derivanti dalle norme regolamentari vigenti in conformità ai principi sportivi della lealtà, della proibità e della rettitudine nonché della correttezza morale e materiale in ogni rapporto di natura agonistica, economica e sociale…”.

CONSIGLI PRATICI – In conclusione, non sono previste norme federali che permettono alle società la possibilità di mettere “fuori rosa” un giocatore soprattutto quando non è garantito all’atleta di poter trovare nuova sistemazione in altra squadra e, quindi, nel periodo in cui non sono possibili i trasferimenti. Nel caso in esame si consiglia di rivolgersi immediatamente ad un legale, esperto in materia, per cercare di trovare un accordo con la società ma, soprattutto, che possa intervenire per bloccare sul nascere una condotta lesiva dei diritti propri del calciatore.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

Un commento

  • Benedetta 30 / 01 / 2018 Reply

    Mio figlio è stato messo fuori rosa dal 6 gennaio lui gioca in serie D.Vorrei un consiglio come deve comportarsi di conseguenza .grazie

Lascia un commento