Vigor Cisterna “sfrattata” ancora

PRIMA lo Stoza, poi lo Zonzin, ora nemmeno più quello. La lunga ricerca di una “casa” dove giocare le partite interne della Vigor Cisterna non tova sosta. Anche l’impianto di Borgo Montello, dove sono stati giocati 4 degli ultimi incontri casalinghi dei cisternesi, non sarà più disponibile. Il manto erboso, infatti, si sta lentamente deteriorando 

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ultrasPRIMA lo Stoza, poi lo Zonzin, ora nemmeno più quello. La lunga ricerca di una “casa” dove giocare le partite interne della Vigor Cisterna non tova sosta. Anche l’impianto di Borgo Montello, dove sono stati giocati 4 degli ultimi incontri casalinghi dei cisternesi, non sarà più disponibile. Il manto erboso, infatti, si sta lentamente deteriorando per il troppo utilizzo, dovuto agli allenamenti e alle gare domenicale della formazione di casa che disputa il campionato di Prima categoria a cui vanno aggiunti, appunto, gli impegni della Vigor. Ad aumentare il problema l’inizio della stagione piovosa che potrebbe peggiorare esponenzialmente il tutto.

ultras-cisternaSEDUTI IN RIVA AL FOSSO Vigor che continua dunque il suo lungo e doloroso peregrinaggio. Dopo la prima giornata giocata allo stadio Francioni, si era passati addirittura al Comunale di Artena. Sembrava fatta con lo Stoza di Cori, ma anche lì erano sorti problemi inerenti alla sicurezza. L’esodo sembrava essere terminato allo Zonzin, dove, seppur a porte chiuse, la squadra poteva contare sul calore del proprio pubblico che si schierava intorno ai fossati che circondano lo stadio, al di fuori delle recinzioni.

LO SFOGO DI MONTARANI – Un calore e un attaccamento alla maglia che gli ultras del Cisterna non stanno certo facendo mancare alla squadra, nonostante tutto. Proprio per questo montaranicresce il rammarico, come spiega lo stesso tecnico Francesco Montarani: “Il pubblico, questo pubblico, può essere davvero il 12esimo uomo in campo. Se quando giochiamo a porte chiuse sono in 100, figuriamoci se giocassimo in uno stadio adeguato. Il calore di questa gente è encomiabile e ne abbiamo assoluto bisogno. Siamo stanchi di questa situazione. Siamo consapevoli di rappresentare una città importante con tanti tifosi che vorrebbero seguirci ma non sono in condizioni di farlo. I nostri tifosi sono attaccatissimi a questa maglia. Pur di seguire la squadra sono disposti anche a restare in mezzo ai campi, come fanno da tempo, lontani dal recinto di gioco. Ma è una condizione assurda e la squadra ne risente. Giocare a porte chiuse è una sconfitta che pesa ancor prima di cominciare a giocare, e che non riesci a ribaltare mai con le vittorie sul campo”.

IL PRESIDENTE – Un dissenso a cui si aggiunge quello del presidente Domenico Capitani: Capisco l’amarezza dell’allenatore e non posso che condividere il suo sfogo. Questa condizione di disagio penalizza tutti, i giocatori per primi. Sono grato a loro per lo sforzo che stanno compiendo. Ma la situazione è sotto gli occhi di tutti, e per adesso più di questo non posso fare”.

Gianpiero Terenzi

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