La tutela della salute durante la pratica sportiva

Quarto appuntamento settimanale con la nostra rubrica sul diritto sportivo nel mondo del calcio dilettantistico. Questa volta partiamo da un caso d’attualità, il malore in campo occorso all’ex giocatore del Latina Luigi Di Bartolomeo durante la partita di Eccellenza Real Pomezia – Albalonga, per mettere in evidenza uno dei diritti fondamentali del calciatore dilettante, ovvero quello della 

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avvocato-nel-palloneQuarto appuntamento settimanale con la nostra rubrica sul diritto sportivo nel mondo del calcio dilettantistico. Questa volta partiamo da un caso d’attualità, il malore in campo occorso all’ex giocatore del Latina Luigi Di Bartolomeo durante la partita di Eccellenza Real Pomezia – Albalonga, per mettere in evidenza uno dei diritti fondamentali del calciatore dilettante, ovvero quello della tutela della salute durante l’atto della pratica sportiva.

REGOLAMENTAZIONE ASSENTE – Nonostante lo sviluppo e la progressiva diffusione dello sport a livello dilettantistico, la legge ha trascurato a lungo la regolamentazione della tutela sanitaria occupandosi principalmente del settore professionistico. Non a caso, nelle norme organizzative interne della FIGC (Art. 43 NOIF) nella parte che tratta tale aspetto in ambito dilettantistico è disposto che i tesserati di ogni società devono sottoporsi a visita medica al fine dell’accertamento dell’idoneità all’attività sportiva. In questo modo, quindi, viene stabilita un’obbligatorietà dei controlli sanitari e lo svolgimento dell’attività agonistica viene subordinato alle risultanze degli accertamenti clinici i quali vanno effettuati ogni anno.

RESPONSABILITA’ ALLE SOCIETA’ – Inoltre, le certificazioni attestanti l’idoneità o meno devono essere conservate dalle società le quali hanno l’obbligo di sottoporre i propri tesserati a tali controlli medici nonchè l’obbligo di informare immediatamente, a mezzo di lettera raccomandata, la Segreteria Federale, la Divisione od il Comitato competente, la Sezione Medica del Settore Tecnico, della accertata inidoneità alla pratica agonistica di un loro calciatore tesserato, di qualsiasi categoria, ai fini della tempestiva revoca del tesseramento. Esse sono responsabili dell’utilizzo del calciatore dal momento della dichiarazione di inidoneità, nonché dell’utilizzo di calciatori privi di valida certificazione di idoneità all’attività sportiva. La mancata osservanza delle disposizioni appena descritte comporta il deferimento dei responsabili alla Commissione Disciplinare competente a cura del Presidente Federale.

ASSENZA DI MEDICI SUI CAMPI – Quello appena descritto è l’iter normativo che dovrebbe essere seguito dalle società e dai tesserati in merito alla tutela sanitaria ma, nei campionati dilettantistici, ci si trova di fronte ad alcune incongruenze. La prima è quella che riguarda la spesa per l’effettuazione dei controlli sanitari. Infatti, in molti casi i club lasciano che siano i loro tesserati a “sobbarcarsi” le spese per la visita medica, quando in realtà, come previsto dalle norme, sono le medesime società ad avere l’obbligo di sottoporre i propri atleti ai controlli di rito. La seconda, ma non meno importante, è l’assenza sui campi di calcio dei campionati dilettanti di medici o infermieri che possano effettuare, nel caso ce ne fosse bisogno, un primo soccorso direttamente sul calciatore. Questi aspetti non sono da sottovalutare perché è di primaria importanza la presenza durante le partite di una persona qualificata la quale possa provvedere, grazie alle proprie conoscenze e soprattutto all’utilizzo di attrezzature specifiche, ai problemi sanitari e medici che possono scaturire nello svolgimento dell’attività agonistica.

COME RISOLVERE IL PROBLEMA – Quindi, prima di tutto si invitano le società a non sottovalutare tale aspetto e predisporre la presenza costante durante lo svolgimento dell’attività sportiva di un medico o almeno di un infermiere che possano garantire quel minimo di sicurezza per la salute degli atleti. Ad esempio, una proposta concreta sarebbe quella di nominare quale medico della società anche i neo laureati che hanno sicuramente un costo minore rispetto ai medici affermati ma, per lo meno, permettono di assolvere le funzioni basilari in relazione alle esigenze cliniche e sanitarie indispensabili per gli atleti. Inoltre, si invitano tutti i tesserati ad imporre alle società il rispetto dell’obbligo stabilito dalle norme federali di sottoposizione gli stessi calciatori agli esami clinici per l’autorizzazione all’esercizio dell’attività agonistica nonché impedire che questo ricada sulle finanze degli atleti stessi.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

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