Il vincolo sportivo nelle norme federali

In questo nostro terzo appuntamento ci preme proseguire a parlare della materia del “vincolo sportivo” in quanto ancora oggi risulta poco chiaro e facilmente ingannevole soprattutto per i ragazzi che si apprestano a firmare il tesseramento con una società. GLI EFFETTI DEL VINCOLO SPORTIVO – Come detto in precedenza, il “vincolo sportivo” produce degli effetti differenti in 

Leggi tutto

avvocato-nel-palloneIn questo nostro terzo appuntamento ci preme proseguire a parlare della materia del “vincolo sportivo” in quanto ancora oggi risulta poco chiaro e facilmente ingannevole soprattutto per i ragazzi che si apprestano a firmare il tesseramento con una società.

GLI EFFETTI DEL VINCOLO SPORTIVO – Come detto in precedenza, il “vincolo sportivo” produce degli effetti differenti in quanto per la società determina il diritto di utilizzare la prestazione del giocatore e il potere di inibire all’atleta di svolgere la propria attività sportiva a favore di altra società. Viceversa per il calciatore si viene a determinare il dovere di fornire le proprie prestazioni alla società e di non prestare la propria attività per altro club senza il consenso di quello per cui è vincolato.

STRUMENTO DI POTERE PER LE SQUADRE – È necessario, quindi, discutere sulla questione di praticare liberamente l’attività sportiva in quanto il divieto imposto all’atleta dilettante di recedere da tale vincolo appare, infatti, un’evidente lesione di tale diritto. Però, è comunque opportuno osservare che il valore economico dei giocatori dilettanti non è un dato fittizio in quanto il “cartellino” ha un costo e, purtroppo, questo favorisce la diffusione di un vero e proprio “mercato sotterraneo”. Frequentemente, ormai, proliferano scritture private ed accordi verbali nei quali il “cartellino” viene negoziato in modo rigorosamente non contabilizzato e l’atleta rimane quasi totalmente impotente di fronte a tale situazione. Quindi, il “vincolo sportivo” è sempre stato uno strumento di potere per il presidente della squadra per la quale il calciatore svolge la propria attività agonistica ma l’atleta, da parte sua, deve pretendere dalla società di appartenenza di essere messo nelle condizioni di praticare sport avvalendosi dei servizi offerti dallo stesso sodalizio sportivo.

COSA PREVEDONO LE NORME FEDERALI – All’interno delle norme federali dovrebbero esistere specifici meccanismi di tutela in favore del giocatore che subisce delle inadempienze da parte del club, mentre ad oggi emerge che una tutela di questo tipo appare assolutamente inadeguata se non inesistente. La principale soluzione nell’ipotesi in cui la società non consenta al calciatore lo svolgimento della pratica sportiva ovvero lo faccia a condizioni ingiustificatamente gravose per l’atleta anche per ragioni riconducibili ad impossibilità oggettiva, sarebbe quella dello svincolo la quale appare maggiormente rispondente alla tutela degli interessi del calciatore. Però, oggi lo scioglimento del “vincolo sportivo” avviene secondo le regole sportive solamente in casi remoti e tassativamente previsti dalle carte federali che limitano i diritti dei calciatori. Quindi, il recesso dell’atleta dalla società di appartenenza, nel caso in cui la stessa non garantisca il corretto esercizio della pratica sportiva, può senz’altro aver luogo anche e soprattutto in caso di comprovato inadempimento della controparte sebbene ciò non sia espressamente previsto dalle regole sportive.

LA SENTENZA – Si cita, proprio per questo, una sentenza emessa nello scorso agosto dal Tribunale di Venezia – Giudice del Lavoro in merito ad un procedimento svolto nei confronti di una società dilettantistica su ricorso da parte del legale di un calciatore. Il Giudice con la propria decisione ha “…intimato al club di garantire il tesseramento e/o trasferimento ad altra società sportiva affiliata alla FIGC e di gradimento al calciatore mediante sottoscrizione dell’apposita lista di trasferimento e con l’adempimento degli ulteriori incombenti necessari a consentire il tesseramento con altra società calcistica…”. Questo a riprova che ci sono mezzi e strumenti idonei per gli atleti affinchè possano liberarsi da tale “vincolo” e vedersi riconosciuti i propri diritti e la libertà di praticare l’attività sportiva senza alcun vincolo.

AFFIDARSI AD ESPERTI IN MATERIA – Ma il principale consiglio che promuovo è quello di affidarsi sempre e comunque a persone che abbiano una esperienza diretta ed una maggiore conoscenza delle norme federali per evitare di vedere lesi i propri diritti.

Matteo Sperduti

(per maggiori chiarimenti o per una consulenza contattare il fiduciario A.I.C., Matteo Sperduti, al numero 3385459992 o all’indirizzo e-mail willsper55@libero.it)

Lascia un commento