Il Terracina si gioca l’ultima carta a Formia

Ultima possibilità per il Terracina di mister Barbabella si chiama Formia. Il cammino in coppa Italia è legato al risultato del Perrone con i tigrotti che però inseguono anche la loro identità. Anche il turno di Coppa però può servire al mister per poter mettere minuti nelle gambe ai giocatori arrivati da poco e per 

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barbabella1Ultima possibilità per il Terracina di mister Barbabella si chiama Formia. Il cammino in coppa Italia è legato al risultato del Perrone con i tigrotti che però inseguono anche la loro identità. Anche il turno di Coppa però può servire al mister per poter mettere minuti nelle gambe ai giocatori arrivati da poco e per continuare a conoscere meglio gli elementi a disposizione. Non starà certo a vedere il Formia, all’esordio dopo il turno di riposo della scorsa settimana ed intenzionato a ottenere la vittoria dopo il pari del Colavolpe. Il Terracina però, nel suo cantiere aperto, può anche avere la mentalità del “tutto per tutto” e riuscendo a limare i problemi di concretezza potrebbe essere comunque pericolosa.

MACCHIUSO ANCORA OUT – Per il giovane centrocampista Macchiuso ancora un forfait per il solito risentimento muscolare mentre rientrerà Di Rocco, fuori per squalifica in campionato. «Passerà questo momento – afferma Barbabella – però passerà solo lavorando come stiamo facendo noi. E’ normale che veniamo giudicati per quello che diamo la domenica ma dietro c’è un grand elavoro. Se riusciremo a giocare bene i nomi poi non conteranno». Altri esperimenti in campo ma l’unico obiettivo, quello obligatorio di passare il turno: «Rispettando la nostra avversaria andremo comunque a Formia  per vincere 2-0, se non dovesse accadere torneremo sul campionato»

QUI FORMIA:  FERNANDEZ IN DUBBIO – Dubbio Fernandez per il Formia e possibile maglia da titolare per Ferraro. «Il Formia può vincere entrambe le competizioni – afferma l’allenatore Amato – tenteremo la vittoria con due reti di scarto per andare subito in testa e giocarsi tutto nella partita contro il Cisterna».

Stefano Scala

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